Antibiotici in gravidanza e asma nel bambino: c’è un collegamento?

antibiotici gravidanzaC’è un collegamento evidente tra assunzione di antibiotici in gravidanza e il possibile sviluppo di lievi forme d’asma, dette anche “respiro sibilante”, da parte del neonato? Si tratta indubbiamente uno degli argomenti relativi all’età pediatrica più discussi dalla scienza, tuttavia secondo recenti studi pubblicati sulla rivista European Respiratory Journal, la risposta sarebbe positiva, a patto che l’esposizione agli antibiotici si verifichi durante l’ultimo trimestre della gravidanza.

Al centro dello studio pubblicato sulla rivista scientifica, l’osservazione di un gruppo di pazienti neonati in cui gli episodi asmatici e di respiro sibilante sono particolarmente incrementati in seguito all’uso, da parte delle gestanti, di antibiotici nelle ultime settimane che precedono il parto. La correlazione sarebbe da cercarsi nell’alterato equilibrio della flora batterica residente negli organi della madre, che si ripercuoterebbe in maniera analoga nel sistema respiratorio del nascituro.

La ricerca, per eliminare possibili fattori collaterali che avrebbero potuto portare ad una conclusione errata in merito all’associazione antibiotici – asma, ha preso in considerazione il numero di episodi di recidiva di respiro sibilante, che risultano essere particolarmente marcati nelle madri che hanno utilizzato antibiotici nel terzo trimestre.

Va comunque ricordato che l’asma è una delle difficoltà respiratorie più trattate dai pediatri, sia che si tratti di episodi occasionali oppure cronicizzati. Teniamo inoltre in considerazione che il disturbo può avere una componente ereditaria oltre che essere incentivato, come abbiamo visto, da uso di particolari categorie di farmaci: nel caso in cui uno o entrambi i genitori ne siano stati affetti, oppure se il bimbo è predisposto alle allergie per lo stesso motivo, il respiro difficoltoso e “sibilante” sarà un problema da affrontare con successo grazie ad un’analisi tempestiva e terapie suggerite dal pediatra di fiducia, tra cui broncodilatatori nel caso di crisi particolarmente acute oppure con appositi inalatori nel caso di episodi sporadici e col tempo completamente curabili.

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