La pericolosità del Primodos in gravidanza

primodos in gravidanzaUna nuova inchiesta firmata “Sky News” confermerebbe la potenziale pericolosità di una particolare forma di test di gravidanza in voga soprattutto dagli anni ’60 agli anni ’80, ma ancora utilizzato fino a qualche anno fa, quando alcuni studi cominciarono a sottolinearne i fattori di rischio.

Stiamo parlando del famoso Primodos, oggi chiamato anche Duogynon, uno specifico test di gravidanza a base di ormoni da assumere sotto forma di due pastiglie contenenti noretisterone e etinilestradiolo.

Nonostante la maggiore complessità di utilizzo – ovviamente se rapportata con un normale test basato sull’esame delle urine -, il Primodos ebbe un certo successo, almeno fino a quando alcuni ricercatori non iniziarono a sollevare qualche dubbio.

Negli ultimi mesi è stata l’inchiesta di Sky News a tenere banco, ma già da qualche anno le critiche verso il Primodos non si sono risparmiate, sottolineando come il prodotto, non solo possa portare all’aborto, ma possa essere anche causa della malformazione dei feti di alcune donne risultate incinte a seguito del test. Facciamo però un po’ di chiarezza e scopriamo come funziona questo test.

La sua applicazione, di per sé, non era qualcosa di così complicato: la donna assumeva due pastiglie che inducevano, nel caso in cui non fosse stata incinta, le mestruazioni.

L’assenza di perdite mestruali, al contrario, indicava che la gravidanza era in atto. Il problema, ovviamente, è nel contenuto di tali pastiglie.

Il Primodos è infatti a base di due composti: il noretisteron (che è utilizzato per la sindrome premestruale e che è un progestinico utilizzato in associazione con estrogeni per inibire l’ovulazione in forma contraccettivo) e l’etinilestradiolo (un ormone sessuale femminile, un estrogeno in sintesi contenuto in alcune pillole anticoncezionali associato ad un progestinico).

Se un progestinico e un estrogeno associati insieme danno un contraccettivo, non risulta difficile credere che il Primodos, composto appunto da queste sostanze, fosse potenzialmente abortivo, soprattutto considerate le dosi che, secondo le ultime analisi utilizzate da Sky News per la sua inchiesta, sono da considerarsi al pari di 13 pillole del giorno dopo o 40 pillole contraccettive.

A rigor del vero, va detto che già dal 1975 compariva sulla scatola del Primodos una dicitura che metteva in luce i rischi potenziali: “Esiste una possibile associazione tra l’uso del Primodos durante la gravidanza e un incremento del rischio di malformazioni congenite.

A causa di questo possibile rischio, Primodos non deve essere assunto a meno che la paziente non sia incinta”. L’avvertimento però pare non essere stato del tutto sufficiente e molte donne hanno continuato ad utilizzare il test.

Oggi il Primodos torna sotto accusa non tanto per il rischio di aborto (alquanto evidente visto il dosaggio di noretisteron etinilestradiolo), ma proprio per l’elevata possibilità che i feti vengano malformati dalle sostanze ivi contenute.

Gli studi e le analisi continuano, ma intanto anche le autorità hanno cominciato a interessarsi all’argomento. Per saperne di più lo stesso Parlamento inglese ha indetto un’inchiesta per “investigare e valutare i bambini nati con serie deformazioni collegate con l’assunzione del test di gravidanza ormonale tra il 1953 e il 1975”.

Vedremo nei prossimi mesi cosa accadrà.

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